Massimo Pieri – Dan Europe

Massimo Pieri: le ricerche Dan Europe

dan

Inizio col chiederti chi è Massimo e di cosa si occupa?

Sono un’appassionato del mare e della montagna, ma mentre quest’ultima è rimasta una gioia personale, al mare ho legato anche il mio destino professionale.

Nel 2000 sono diventato istruttore DAN e ho conosciuto personalmente l’organizzazione per la quale insegnavo i corsi Oxygen Provider.

Ricordo ancora il giorno in cui ho conosciuto il Prof. Alessandro Marroni. Avevo con me piccole traduzioni del sito del DAN Europe, che in quel momento era sostanzialmente in inglese, e gliele feci vedere. Stava nascendo qualcosa ma non ne avevo ancora percezione. Parlammo per qualche ora molto cordialmente di progetti che il DAN Europe stava portando avanti. Qualche giorno dopo mi arrivò una telefonata e la proposta ufficiale di collaborare con il DAN! Ne ero lusingato e impaurito allo stesso tempo.

Dal quel momento è nata una collaborazione e soprattutto una forte amicizia con il Prof. Marroni e con il DAN.

Questo lavoro mi ha portato a girare il mondo e a conoscere la parte più bella dell’attività subacquea, la ricerca! DAN è una fondazione che investe molto in questo campo e io mi sono trovato, come per magia, nei posti più belli a scoprire cose affascinanti di questo sport da sogno.

Oggi sono il coordinatore della raccolta dati del progetto DSL (Diving Safety Laboratory), un laboratorio mobile che affronta direttamente sul campo le problematiche legate alle immersioni, sia in ARA che in apnea. La vera novità di questo laboratorio è che non è confinato tra 4 mura, ma vede la partecipazione diretta dei subacquei, i veri attori della ricerca!

Che cos’è il Dan?
DAN Europe (Divers Alert Network Europe) è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che dal 1983 si occupa di medicina e ricerca scientifica, con lo scopo di promuovere la sicurezza dei subacquei. L’intera comunità dei sub beneficia delle attività della fondazione, dalla prevenzione degli incidenti attraverso training e ricerca, ad esempio, alla gestione delle emergenze, fino alla divulgazione delle più aggiornate e accurate informazioni sui temi di comune interesse per il pubblico subacqueo.

Dan offre servizio in tutto il mondo esatto? In che modo presta assistenza?
Sì, ad ogni latitudine! Il DAN è l’unica rete globale in grado di garantire un servizio di assistenza e consulenza medica di eccellenza.

L’International DAN è composto da 5 organizzazioni no-profit indipendenti (Europe, America, Japan, South Africa, Asia Pacific), che seguono la stessa mission.

E’ un network di centrali d’allarme multilingue, attive 24h/24, che collabora con oltre 500 centri iperbarici riconosciuti e controllati, ed un gran numero di medici specialisti in terapia iperbarica ed emergenze subacquee.

Pensa che ogni anno le centrali d’allarme ricevono più di 15.000 emergenze subacquee e si dà risposta a migliaia di quesiti medici.

dan-europe

Attualmente dove sono orientate le vostre ricerche?

Il prof Marroni , presidente del DAN Europe, ci ha dato gli spunti per continuare le  esplorazioni nel settore delle immersioni con autorespiratore, dove ci sono studi che hanno riguardato il PFO, il diabete, l’ipotermia, l’idratazione e i Rebreather, per citarne alcuni. Altri progetti sono in cantiere. Contemporaneamente si sta ampliando il campo di ricerca ai settori dell’apnea e della pesca subacquea, i cui praticanti stanno aumentando sensibilmente.

Sono state riscontrate delle novita’ interessanti?
Sì, gli ultimi studi sono stati sorprendenti, e spesso in contrapposizione con gli studi precedenti. La ricerca è paragonabile a un grande puzzle che coinvolge ricercatori di tutto il mondo che si confrontano ed integrano le proprie esperienze. Siamo ancora lontani dal raggiungere il quadro completo, ma ci stiamo lavorando.

Visto e considerato che i lettori di ilovepescasub sono la maggior parte pescatori in apnea e apneisti, ci sono state nuove scoperte con lo studio del Taravana?

Sono state effettuate numerose ecocardiografie su apneisti che si immergevano, a diverse riprese, per tutta la giornata a quote tra i 50 e i 60 metri, e per il momento non abbiamo visto bolle silenti. Ora stiamo facendo test simili su pescatori in apnea, ma i dati sono ancora preliminari. L’auspicio è che entro la prossima estate si possa avere un quadro più completo del fenomeno.

Ci sono novita’ per il 2010?
Molte, in particolare uno studio prospettico sui giovani apneisti. Studiamo i ragazzi che  iniziano a fare apnea e li seguiamo nel tempo. Il primo corso pilota si svolgerà a Firenze.

Le bolle, con tutte le problematiche collegate ad esse, per quanto riguarda i subacquei, sono uno dei nostri primi obbiettivi per arrivare ad una maggiore sicurezza nelle immersioni sportive, ma molti altri studi che stanno per essere lanciati nel 2010, seguiteci e insieme percorreremo le strade che portano alla ricercae di conseguenza alla sicurezza di tutti noi subacquei.

Grazie per la tua collaborazione.

A cura di Jimmy Muzzone

Blog www.ilovepescasub.com/