Anisakis-Pesce Crudo

Anisakis, il nemico del pesce crudo

ANISAKIS PESCE CRUDO

Che cosa sono gli Anisakis?

Gli Anisakis sono dei  parassiti “vermicelli” di lunghezza dai 3 ai 4 cm, si trovano nell’addome dei pesci più precisamente nello stomaco, sono anche presenti all’interno delle carni prevalentemente nella parte inferiore del pesce, sono di colore bianco.

Le specie di anisakis svolgono il loro ciclo biologico in ambiente marino. Le uova vengono rilasciate in acqua attraverso le feci dei mammiferi marini e si sviluppano vari stadi larvali. Subito dopo la schiusa vengono ingeriti dai primi ospiti intermedi, di solito i piccoli crostacei che costituiscono il krill. Il krill a sua volta viene ingerito dal secondo ospite intermedio, o paratenico (cioè in cui il parassita non può svilupparsi e crescere), che è il pesce.

A questo punto si sviluppa l’ultimo stadio larvale che può passare direttamente al suo ospite definitivo (mammiferi marini) per il completamento del suo ciclo biologico oppure può trovarsi accidentalmente in un altro ospite definito accidentale (nel quale il parassita non evolve a successivi stadi di sviluppo), che può essere l’uomo se quest’ultimo si ciba di pesce crudo, o poco cotto, che contiene al suo interno la larva di Anisakis.

PARASSITA ANISAKIS

In quali specie è possibile trovarli?

Normalmente nel consumo di pesce crudo, molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, pesce sciabola, triglie, l’aringa, merluzzo, nasello e sgombro. L’anisakis è estremamente diffuso, poiché è presente in più dell’85% delle aringhe, nell’80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi.

Come evitare di prendere Anisakis?

Quando catturiamo un pesce, la prima cosa che è bene fare è la seguente:

– la cosa piu’ sempice sarebbe evitare di mangiare pesce crudo!

– pulire tempestivamente il pesce in particolare le viscere perché una volta che il pesce è morto i vermicelli si spostano nella carne del pesce.

– congelare il pesce in questo modo le sue larve muoiono a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore a –30° C, 9 ore a -40° C.

– evitare di pescare il pesce e mangiarlo ma il consiglio degli esperti è quello di congelarlo per alcuni giorni alla temperatura di -20° c.a del nostro congelatore.

– evitare il consumo di alici marinate e accertarsi sempre che il pesce sia stato congelato.

– le specie più a rischio sono lo sgombro, le sardine, il tonno e il pesce azzurro in genere.

VERME ANISAKIS

Ecco i mari più soggetti:

Anisakis è presente nel Mar Mediterraneo e negli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano.

Come si fa a sapere se siamo infettati?

Gli effetti sono riconosciuti da dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell’intestino e dello stomaco.

Si potrebbe anche riscontrare delle reazioni allergiche alle larve diAnisakis con dei sintomi di gastroenterite e sintomi di natura reumatologica e dermatologica.

Si può curare l’infezione da Anisakis?

Purtroppo l’unico rimedio guaribile dall’infezione è la chirurgia.

Commento:

Se ne parla poco di questa infezione ma non è assolutamente da sottovalutare, ci sono stati alcuni soggetti con un lungo processo di guarigione, speriamo che dopo aver letto del “vermicello” Anisakispossiate prevenire quella che potrebbe essere un’infezione intestinale.

Concludo dando un consiglio alle persone che hanno l’abitudine di assumere pesce crudo; seguite le procedure da noi citate per evitare qualsiasi procedimento di infezione, se riuscite a pulire il pesce in mare appena pescato meglio ancora, se invece acquistate pesce in pescheria assicuratevi che il pesce sia fresco e comunque seguite il procedimento per l’eliminazione di eventuali vermicelli.

Per chi è un abituè del sushi può stare tranquillo perché normalmente il pesce è fresco e congelato proprio per evitare questo tipo di rischio, inoltre i ritoranti sono soggetti a dei controlli particolari sul pesce crudo.

A cura di: Jimmy Muzzone

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